Frutticoltura

Confronto tecnico-economico tra diverse strategie alternative al diserbo chimico e con un ridotto impatto ambientale in recenti impianti di melo
Periodo di sperimentazione: 1999 – 2001
Ente finanziatore: Regione Piemonte
Abstract: L’inerbimento artificiale del frutteto, oltre a costituire una pratica ecocompatibile per il contenimento delle malerbe, è un valido metodo preventivo contro l’erosione e per il mantenimento della struttura del suolo. Nell’anno 2001 ha avuto inizio una attività sperimentale finanziata dalla Regione Piemonte, condotta dall’università degli Studi di Torino presso la Scuola Malva-Arnaldi, affiancata nel 2002 ad una prova a carattere dimostrativo in un meleto biologico nel quale sono state poste a confronto diverse tipologie di inerbimento e di modalità di gestione. Festuca rubra è stata la specie in grado di determinare le coperture generalmente maggiori; buoni livelli di copertura sono stati ottenuti anche con F. arundinacea, mentre la presenza di Trifolium repens si è ridotta verso gli ultimi rilievi. Si è evidenziata l’importanza di una corretta esecuzione degli sfalci, e della regolazione dell?ltezza di taglio in particolare, nel mantenimento della copertura per tutta la stagione. E stato inoltre possibile valutare meglio i costi di alcune tecniche di controllo delle infestanti basate su metodi fisici e meccanici.

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Campo sperimentale per la valutazione di nuovi portainnesti per l'albicocco
Periodo di sperimentazione: 1999 – 2002
Ente finanziatore: Provincia di Torino
Abstract: La realizzazione di questo campo sperimentale risultava prioritaria per le grandi potenzialit di sviluppo dell’albicocco nel territorio del Pinerolese, che presenta numerose aree con spiccata vocazionalità Obiettivo del progetto era quello di valutare l’influenza di diversi portainnesti sui parametri produttivi di alcune cv di albicocco, le migliori combinazioni in relazione alla resistenza alla batteriosi (Pseudomonas siringae) e l’idoneità delle cv alla coltivazione secondo il metodo dell’agricoltura biologica. I 6 portainnesti messi a confronto sono stati: MRS2/5, Torinel Avifel, Franco Jugoslavo, Barrier, PS e Mirabolano 29 C

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Valutazione di diverse tecniche di gestione del meleto sulla qualità del prodotto e sul contenimento delle principali fisiopatie
Periodo di sperimentazione: 2000 – 2002
Ente finanziatore: Regione Piemonte
Abstract: Obiettivo principale era quello di valutare l’influenza delle diverse tecniche di concimazione del meleto sull’accrescimento vegetativo, sulla produzione e sulla qualità della frutta. Tali tecniche sono state messe a confronto con un biofertilizzante contenente esclusivamente microrganismi del terreno, già utilizzato con successo nelle colture erbacee (mais, grano, ortaggi). A margine della prova, si sono volute verificare le modalità di impiego e le capacità operative di uno strumento (N-tester) utilizzato per diagnosticare rapidamente in campo il contenuto di azoto fogliare. La prova è stata condotta per tre anni su un meleto di Golden Delicious/M9 sito a Bibiana, nell’azienda sperimentale della Scuola Malva-Arnaldi. I metodi di gestione della fertilizzazione sperimentati possono essere considerati validi per sostituire la tradizionale concimazione chimica del meleto; la prova ha permesso di mettere in evidenza la possibilità di ridurre, anche notevolmente, gli apporti di fertilizzanti nel meleto senza pregiudizio per lo sviluppo delle piante e la loro produzione.

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Caratterizzazione qualitativa di mele Golden Delicious e Renetta del Canada in alcuni areali frutticoli piemontesi.
Periodo di sperimentazione2000 – 2002
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractLa presente indagine, di durata triennale, si è posta come obbiettivo la caratterizzazione qualitativa delle produzioni di mele di tre diversi areali: l’albese, il Pinerolese e il Saluzzese. Le cultivar scelte per la prova sono due tra le più diffuse ed apprezzate: la Golden Delicious e la Renetta del Canada.
I frutti sono stati analizzati per i principali caratteri morfologici e fisico-chimici della polpa.
La caratterizzazione pedo-climatica delle zone oggetto d’indagine è utile per dare indicazioni sulla vocazionalità delle tre zone di coltura e per spiegare le caratteristiche dei prodotti che si ottengono.
L’analisi descrittiva ha permesso la stesura dei profili sensoriali dei diversi prodotti dai quali si evidenzia che ciascun prodotto possiede caratteristiche peculiari.

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Strategie di difesa dalle principali avversità fungine del melo: valutazione dell' efficacia di prodotti rameici e polisolfuro di calcio su Pink Lady®, cv di recente introduzione.
Periodo di sperimentazione2001 – 2002
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractLa varietà di melo Pink Lady – Cripps Pink, costituita in Australia nel 1973 si è diffusa in diversi Paesi del mondo e nelle aree frutticole piemontesi grazie soprattutto ad alcune sue prerogative quali l’aspetto particolarmente attraente e le ottime caratteristiche organolettiche.
Le diverse descrizioni della stampa specializzata attribuiscono a Pink Lady una elevata sensibilità alla ticchiolatura; non essendo state condotte specifiche ricerche sull’applicazione delle strategie di difesa con i prodotti ammessi dal metodo dell’agricoltura biologica, e data la crescente importanza della cv è stato avviato il presente progetto di sperimentazione.
Le tesi confrontate erano: 1)rame; 2)polisolfuro di calcio; 3)polisolfuro di calcio e rame. Il biennio di prova è stato caratterizzato da andamenti climatici decisamente differenti e gli ottimi risultati del primo anno sono stati confermati solo in parte nel 2002. Tuttavia, si è evidenziata la validità delle strategie di difesa impiegate, con la tendenza ad una maggiore efficacia del rame.

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Descrizione e caratterizzazione di varietà locali piemontesi di melo
Periodo di sperimentazione2001 – 2003
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractSono stati realizzati due campi collezione di antiche varietà locali piemontesi di melo (oltre 400) e pero (circa 80), concentrando in un unico sito tutto il germoplasma rinvenuto sul territorio regionale. E quindi partito un lavoro di caratterizzazione di un nutrito gruppo di queste varietà. In questa sede vengono presentati i risultati dei primi quattro anni di studi, limitatamente alla caratterizzazione dei frutti delle varietà indagate per almeno tre anni. 
Sono state individuare un nutrito gruppo di cv che, per le loro caratteristiche estetiche ed organolettiche, meritano di essere rivalutate sul mercato locale legandole indissolubilmente al territorio che le ha generate.

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Gestione del terreno nei frutteti e nei vigneti in sistemi a produzione biologica
Periodo di sperimentazione2001 – 2003
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractAl fine di verificare la applicabilità della tecnica dell’inerbimento artificiale in frutteti a conduzione biologica, nel 2001 ha avuto inizio una attività sperimentale condotta dall’Università degli Studi di Torino presso la Scuola Malva-Arnaldi.
Accanto a questa sperimentazione, nel corso del 2002 è stata avviata una prova a carattere dimostrativo in un meleto biologico situato nel comune di Castellar (CN), dove sono state poste a confronto diverse tipologie di inerbimento e di modalità di gestione degli inerbimenti stessi.
Festuca rubra è stata la specie in grado di determinare le coperture generalmente maggiori; buoni e costanti livelli di copertura sono stati ottenuti con F. arundinacea, mentre la presenza di Trifolium repens si è ridotta verso gli ultimi rilievi.
La gestione degli inerbimenti lungo la fila non ha influenzato i principali parametri quantitativi e qualitativi della produzione, nè sono evidenti effetti sul contenuto in azoto totale del terreno.
La necessità di eseguire un numero di interventi relativamente elevato, ha determinato dei costi complessivi annui molto simili tra sfalcio e pirodiserbo e decisamente più bassi rispetto a quelli della lavorazione superficiale del terreno.

Determinazione del valore nutrizionale di alcune varietà di melo
Periodo di sperimentazione2002 – 2003
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractSlow Food ha individuato nella Scuola Malva il “Presidio delle antiche mele piemontesi”, riconducibile ad un gruppo di 8 varietà riconosciute come tipiche, fortemente radicate sul territorio e con caratteristiche organolettiche di pregio (Runsè, Buras, Dominici, Magnana, Grigia di Torriana, Carla, Calvilla, Gamba Fina); scopo del Presidio è la valorizzazione di queste cv.
Il presente progetto di sperimentazione prevede la caratterizzazione di alcuni importanti aspetti del valore nutrizionale di cv di melo commerciali ed autoctone, al fine di individuare eventuali peculiarità di alcune di queste.
In merito ai parametri indagati, si è cercato di individuare quegli elementi importanti per l alimentazione umana, che possono essere frequentemente carenti nella dieta per la scarsa presenza in altri alimenti.
La sperimentazione ha evidenziando importanti pregi nutrizionali delle mele, in particolare delle varietà autoctone considerate. La presenza più consistente di vitamina C ed acidi cinnamici in diverse cv autoctone rispetto a Golden B e Galaxy, può costituire un importante elemento di valorizzazione, ed aprire nuovi filoni di ricerca sul germoplasma locale.

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Individuazione e descrizione del germoplasma piemontese di cotogno, susino e nespolo europeo
Periodo di sperimentazione2002 – 2003
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractE stata condotta un indagine sul territorio per quelle specie frutticole denominate minori, in particolare susino (Prunus spp.), cotogno (Cydonia oblonga) e nespolo europeo (Mespilus germanica). Dopo un attento monitoraggio sul territorio per individuare le varietà presenti, è stato possibile , attraverso uno screening successivo separare le entità dalla dubbia identità (spesso semplici selvatici.
Due anni di studio hanno consentito di individuare sul territorio numerose accessioni, in particolare per il susino, quali ad esempio il Ramasin di Saluzzo. 
Le entità reperite sono caratterizzate da valori di zuccheri ed acidità elevati, ed il sapore è decisamente apprezzabile. Non esistono varietà di recente costituzione in quanto il panorama varietale, visto il calo di interesse generale per queste specie, è rimasto pressoché inalterato negli anni.

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Caratterizzazione del germoplasma piemontese di melo e valutazione del contenuto in sostanze di interesse nutraceutico nei frutti
Periodo di sperimentazione2004 – 2006
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractSono state individuate circa 50 cv da osservare, talune già oggetto di caratterizzazione per un limitato numero di anni (1-2), altre mai indagate.
Nel presente lavoro sono state studiate ed analizzate le principali proprietà nutriceutiche, quali il contenuto in polifenoli e la capacità antiossidante, dei frutti di antiche cultivar di melo piemontesi, confrontando i risultati con quelli ottenuti dall analisi di quattro cultivar commerciali (Gala, Golden Delicious, Red Delicious e Renetta). Relativamente al contenuto in polifenoli totali, sono i gruppi delle “mele rugginose” e delle “renette” ad avere i valori maggiori. 
La riscoperta e reintroduzione in frutticoltura delle vecchie cultivar piemontesi diventa pertanto importante anche per apportare elementi antiossidanti, che svolgono un fondamentale ruolo di protezione della salute, in quantità superiori a quelle fornite dalle cultivar di interesse nazionale.

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Attività di recupero, conservazione, catalogazione e caratterizzazione della biodiversità frutticola piemontese
Periodo di sperimentazione2007 – 2009
Ente finanziatore: Regione Piemonte
Abstract: Gli obiettivi raggiunti dal progetto sono:
1) La riqualificazione ed il potenziamento del Conservatorio delle Biodiversità Agrarie
Piemontesi attraverso l’individuazione delle sinonimie, l’implementazione dei campi collezione, in particolare per le drupacee, la catalogazione delle accessioni in relazione al livello di importanza e certezza dell’identità varietale, la definizione della grafia corretta per le denominazioni delle accessioni. Una parte del progetto è stata dedicata al potenziamento ed alla razionalizzazione del centro di documentazione e la realizzazione di pannelli e cartelli informativi per agevolare e la fruizione dei campi collezione.
2) Lo studio e la caratterizzazione delle accessioni presenti nei campi collezione attraverso la prosecuzione degli studi finalizzati alla descrizione dei caratteri pomologici, fenologici e vegetativi, nonché la determinazione di polifenoli totali e del potere antiossidante.

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Attività di risanamento, conservazione, catalogazione e caratterizzazione della biodiversità frutticola piemontese
Periodo di sperimentazione2010 – 2012
Ente finanziatore: Regione Piemonte
Abstract: Gli obiettivi raggiunti dal progetto sono:
1) La costituzione, per le pomacee, di un nucleo protetto di piante sane, mantenuto in screen -house, mediante la realizzazione dell’apposita struttura, funzionale all’isolamento delle accessioni da potenziali vettori esterni.
2) Lo studio e la caratterizzazione delle accessioni presenti nei campi collezione attraverso la prosecuzione degli studi finalizzati alla descrizione dei caratteri pomologici, fenologici e vegetativi, nonché la determinazione di polifenoli totali e del potere antiossidante.

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Fruttallaspina - Succo e sidri somministrati in contenitori innovativi presso strutture di ricezione turistica in area GAL
Periodo di sperimentazione2013
Ente finanziatore: GAL Escartons e Valli Valdesi
Abstract: Stabilita la miscela ideale di varietà di mele da destinare alle trasformazioni,  è avvenuta la produzione dei succhi. Sono quindi state effettuate prove di infustamento del succo, precedentemente chiarificato e pastorizzato, in diverse tipologie di fusti di plastica e di acciaio.
Analoga prova è stata effettuata con sidro secco, successivamente gasato nei fusti, e con sidro (secco e demi sec) gasato in autoclave ed infustato a pressione. Sono state effettuate prove di rifermentazione del sidro nei fusti.
I prodotti delle tesi risultate più interessanti e tecnicamente significative sono state oggetto di analisi del gradimento da parte dei consumatori.
Il progetto ha consentito di individuare la tipologia di prodotti a base di mela, di contenitori e di tecniche di spillatura più adatti per la somministrazione alla spina in bar, ristornai, pub, fiere.

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Tracciapinfruit - Individuazione di efficaci sistemi di tracciabilità e tutela della qualità per la valorizzazione delle produzioni frutticole del Pinerolese
Periodo di sperimentazione: 2008 – 2010
Ente finanziatore: Regione Piemonte
AbstractGli obiettivi raggiunti dal progetto, di durata triennale, sono stati:
– Valorizzare la produzione frutticola del territorio pinerolese, evidenziandone le peculiarità;
– Stabilire parametri qualitativi minimi indispensabili per le produzioni frutticole tutelate dal marchio Pinfruit, con particolare riferimento a mele e kiwi, per garantire sempre una qualità  intrinseca elevata, tale da rispondere alle aspettative del consumatore;
– Individuare eventuali plus qualitativi rilevabili nelle produzioni frutticole pinerolesi, che possono scaturire dal binomio ambiente-tecnica colturale.
– Sperimentare sistemi di tracciabilità e controllo della produzione tali da essere funzionali alle garanzie di qualità intrinseca e origine del prodotto che il marchio Pinfruit intende certificare per le produzioni frutticole pinerolesi,
– Rafforzare l’identità delle produzioni frutticole pinerolesi attraverso maggiori garanzie di qualità al consumo;

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Sundryfruits - Individuazione di tecnologie innovative per l'essiccazione di piccoli frutti e susine, con l'impiego di fonti energetiche rinnovabili
Periodo di sperimentazione2013 – 2014
Ente finanziatore: Regione Piemonte
Abstract: Il progetto intendeva verificare l’idoneità di mirtillo gigante, lampone e susino alla produzione di frutta disidratata come trasformazione alternativa, con l’impiego di impianti di diversi impianti di essiccazione che utilizzano fonti di energia rinnovabili. In sintesi il progetto realizzato è stato finalizzato ai seguenti obiettivi:
– verificare l’idoneità di impianti di essiccazione che utilizzano forme di energia rinnovabile (solare o da biomasse)
– verificare, nell’ambito delle singole specie, quali varietà di mirtillo e lampone meglio si adattino a questo tipo di trattamento,
– definire parametri tecnologici ottimali per il processo di essiccazione (temperatura, eventuali pretrattamenti,..), in funzione della conservazione e dell’apprezzamento da parte dei consumatori
– valutare e definire i parametri qualitativi dei prodotti essiccati ottenuti

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