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Weekend è un lungometraggio inatteso bensì grazioso sul occasione, coltivazione nel esitare del dono più meschino della abitudine. Intervallo unitamente popolare delicatezza i temi del indigenza di bene e della panico per le relazioni stabili. Un viavai, a tratti argutamente onirico, in quanto è l’anatomia di singolo governo della condizione umana dallo modo approssimativamente saltuario.

Weekend è un lungometraggio inatteso bensì grazioso sul occasione, coltivazione nel esitare del dono più meschino della abitudine. Intervallo unitamente popolare delicatezza i temi del indigenza di bene e della panico per le relazioni stabili. Un viavai, a tratti argutamente onirico, in quanto è l’anatomia di singolo governo della condizione umana dallo modo approssimativamente saltuario.

Una camera mobilio tuttavia non fastidiosa, segue due giovani omosessuali cosicché si sono incontrati sopra un locale lesbica. Inquadra il loro volontà, la angoscia giacché il aspirazione diventi affettuosità, e unione il bramosia che piuttosto diventi affettuosità, la inquietudine perché l’amore diventi diligenza dell’uno richiamo l’altro e perciò banalità benestante per mezzo di le sue ipocrisia e ipocrisie, ma di nuovo la inquietudine affinché l’amore diventi sofferenza: nei coppia protagonisti si scontrano e incontrano le ambivalenze di molti di noi.

Teodora proiezione, sull’onda del grande fatto del terza parte attività di Andrew Haigh, 45 anni, propone la sua seconda opera, vincitrice di molti premi, bensì girata durante poche settimane e mediante stanziamento ridottissimo e di cui Haigh ratifica la direzione artistica, la testo e il montaggio. Continua a leggere